Nessuna sorpresa per i candidati all’esame di avvocato 2024: le modalità dell’esame saranno le stesse del 2023. Lo scorso 13 febbraio, infatti, le commissioni parlamentari I e V hanno approvato degli emendamenti al decreto Milleproroghe che prorogano di un anno l’entrata in vigore della nuova disciplina dell’esame prevista dalla legge 247/2012.
Le prove d’esame:
- Prova scritta: redazione di un atto giudiziario su un quesito a scelta del candidato tra diritto civile, penale o amministrativo.
- Prova orale:
- Prima fase: risoluzione di un caso pratico in una materia a scelta del candidato tra diritto civile, penale o amministrativo.
- Seconda fase: discussione di brevi questioni su tre materie a scelta del candidato, di cui una di diritto processuale.
- Terza fase: verifica della conoscenza dell’ordinamento forense e dei diritti e doveri dell’avvocato.
Rinvio della nuova legge:
La nuova legge professionale 247/2012 prevedeva, tra l’altro, l’introduzione di tre prove scritte e una prova orale con l’utilizzo di codici senza annotazioni. Tuttavia, l’entrata in vigore di questa disciplina è stata rinviata più volte, e l’ultimo rinvio, ad opera dell’emendamento al decreto Milleproroghe, ha posticipato l’attuazione al 2025.
Riflessioni sul futuro:
L’ennesimo rinvio della nuova legge apre un dibattito sul futuro dell’esame di avvocato e sull’intero percorso di accesso alla professione forense. Forse è giunto il momento di ripensare questo sistema, rendendolo più aderente alle esigenze del mondo attuale e meno ancorato alle tradizioni del passato.
Nuove sfide per i futuri avvocati:
In un contesto in continua evoluzione, i futuri avvocati dovranno essere in grado di affrontare nuove sfide e di possedere competenze sempre più specifiche. L’esame di avvocato, dunque, rappresenta un momento cruciale per la loro formazione e per il loro futuro professionale.
In bocca al lupo a tutti i candidati che si cimenteranno con l’esame di avvocato 2024!



